L’escursione dei sogni – Isole Phi Phi

Itinerario: giorno 3, Natale 2025.

Il grande punto forte delle Phi Phi Islands sono le escursioni.

Che siano brevi, di qualche ora, o full day, fino a sei ore, a bordo di una long tail boat non c’è baia paradisiaca o snorkelling spot che non possano essere raggiunti.

E, pernottando a Phi Phi Don, l’esperienza è quasi d’obbligo.

Come trovarle

Prima di partire, il pensiero di essere alle Phi Phi in super alta stagione mi preoccupava un po’. Sono qui una volta nella vita, e se non riesco a vedere nulla perché è tutto pieno?

Fantasmi del passato che ritornano…

Per fortuna, è andato tutto bene. Armati di tanta fiducia, abbiamo aspettato di essere a Phi Phi Don per organizzarci.

Sebbene il rischio di rimanere a piedi non sia mai zero, in realtà neanche troppa pianificazione va bene. Prenotare online in anticipo ha sempre dei costi più alti, non c’è possibilità di contrattazione (o di mettere a punto il giro) e non è possibile prevedere le condizioni dell’oceano. In pratica il rischio è di avere 90€ di prenotazione in standby, per poi vederli andare in fumo perché quel giorno c’è bad ocean.

E magari non ci sono possibilità di recupero nei giorni successivi.

O peggio, devi ripartire.

La buona notizia è che a Phi Phi Don i tour in barca ti vengono proposti OVUNQUE. Letteralmente.

Poi chiaro, le proposte, e quindi i costi, tendono a variare, anche se di poco. Per fare qualche esempio, tarato su dicembre 2025, si va da un minimo di 400 Baht (circa 11€) per un giro in gruppo di 30 persone, a circa 2000 Baht (55€) per un giro full day di 6 ore su barca privata.

A questi prezzi va poi aggiunta la fee di accesso al parco naturale di Maya Bay / Bamboo Island (il ticket è lo stesso), di 400 Baht a persona (sempre 11€).

[NB: queste escursioni si possono fare anche da Krabi, ma di solito si tratta di barche più grandi, che non solo ospitano più passeggeri (e quindi si riduce il tempo medio di permanenza in ciascuna tappa), ma sono anche più limitate nelle zone di attracco e passaggio].

Dopo aver confrontato un paio di proposte, ci siamo accorti che i costi sono bene o male sempre quelli

Presi accordi con chi ci ispirava di più, abbiamo pagato l’acconto per una giornata piena in barca (6 ore) e ci siamo organizzati per il giorno successivo. 2000 Baht a testa, circa 55€.

Partenza ore 7.00 da Loh Dalum Beach, la spiaggia dal lato opposto al porto.

Il nostro tour

Puntuali come non mai, alle 7.00 ci siamo trovati davanti a una spiaggia piacevolmente deserta.

Bassa marea per metri e metri di fondale, acqua tipo piscina, e un caffettino terribile (come sempre) in mano, in attesa del nostro driver.

Ed eccolo arrivare, dopo pochissimo.

Non è lo stesso con cui abbiamo parlato, chissà magari suo cugino? Suo fratello?

Pochi denti ma un sorrisone immancabile. Capiamo che non parla una parola di inglese, a parte “OK”, ma sappiamo con certezza che riusciremo a intenderci lo stesso. Una persona gentilissima, con cui abbiamo concordato tempi e fermate del nostro giro.

Le tappe

1. Wang Long Bay

Una baia riparata, molto carina sia per lo snorkelling che per avvistare qualche scimmietta arrampicata sugli scogli. Al nostro arrivo, comunque molto presto, c’eravamo solo noi. 

Rocce a picco sull’acqua con una vibe generale da isola deserta. In fondo c’è anche una piccola spiaggia.

2. Maya Bay

Maya Bay è diventata famosissima con il film The Beach (2000), con Leonardo DiCaprio, in cui la spiaggia da sogno omonima è abitata da una misteriosa comunità alternativa.

Da sempre meta turistica presa d’assalto, nell’era post Covid è diventata zona protetta, e viene chiusa ogni anno da agosto a ottobre per preservare l’ecosistema. Le barche possono ancora entrare nella baia in sé, ma devono fermarsi a metà, ancora al largo.

In questa zona lo snorkeling è comunque spettacolare.

Per accedere a piedi sulla spiaggia, invece, bisogna entrare “da dietro”. È prevista una fee di ingresso al parco naturale (che vale per anche altre zone come Bamboo Island) di 400 Baht ed è necessario, visto il quantitativo spropositato di persone, fare la fila sul pontile in legno. 

Qui, è veramente pienissimo di gente.

Sulla spiaggia si può passeggiare, e al massimo bagnarsi i piedi, ma vige un rigido divieto di balneazione.

3. Phi Leh Bay

La mia preferita.

Affollata ma non in modo esagerato, questa baia regala viste incredibili, specialmente quando il sole colpisce l’acqua in modo diretto, senza la velatura delle nuvole. Un azzurro così forte da sembrare finto.

Qui non si fa propriamente snorkeling, ma è possibile passeggiare lungo la riva e scattare qualche foto.

Una delle baie più suggestive che io abbia mai visto.

4. Shark Point

Questo spot per snorkeling e immersioni si trova poco al di sotto della spiaggia di Viking Beach, sulla costa di Phi Phi Don. Non male, ma troppo affollato.

5. Bamboo Beach

Insieme a Pi Leh Bay, un’altra meraviglia.

Bamboo Beach, sull’isola di Bamboo Island, è la seconda meta più frequentata durante i tour, insieme a Maya Bay. E non c’è da stupirsi, vista la sua acqua azzurra e la sabbia bianco-dorata.

È un posto quasi surreale.

Le barche possono attraccare vicinissimo alla riva (ma non penso sia un bene). Appena si mette piede sulla sabbia arriva subito un addetto del Parco Naturale per richiedere il pagamento dei soliti 400 Baht per l’accesso, o, se già si è passati da Maya Bay, l’esibizione del ticket.

Bamboo Island è zona ultra protetta, per cui le regole sono tante. Solo per citarne alcune, è vietato fare il bagno in zona attracco barche, così come è vietato immergersi senza giubbottino di salvataggio arancione fluo (ogni driver di long tail boat è tenuto ad averne a bordo per tutti i suoi passeggeri).

Quanto allo snorkeling, secondo me ci sono posti migliori, anche perché qui il fondale è tutta sabbia e poco altro (con il rischio aggiunto di incappare in una razza, in inglese stingray).

Per le viste da cartolina, invece, è senz’altro la meta perfetta.

6. Nui Beach

Di ritorno nei pressi di Phi Phi Don, lo stop successivo è stato Nui Beach, un’altra tappa molto interessante, difficilmente raggiungibile senza una barca.

Snorkelling pazzesco, e la spiaggia, come sempre, meravigliosa. 

7. Monkey Beach

Per concludere il nostro giro siamo passati infine da Monkey Beach, sempre sulla costa di Phi Phi Don e di strada per fare ritorno a Loh Dalum Beach. 

Purtroppo questa spiaggia già dal primo pomeriggio è in ombra, perché il sole è coperto dai rilievi dell’isola, ma rimane comunque una tappa molto carina, specialmente per le scimmiette che si incontrano qua e là. Poche, ma tranquille.

Di ritorno da Monkey Beach, il nostro giro si è concluso al punto di partenza: Loh Dalum Beach. Siamo scesi dalla long tail boat e abbiamo salutato il driver che ci ha accompagnati, restituendolo alla sua routine.

Penso non ci sia molto altro da aggiungere sulla bellezza delle isole Phi Phi. Le foto parlano da sole, e mi pare evidente che l’escursione top di questo luogo così speciale, non sia top proprio a caso..

A mio parere, è qualcosa di imperdibile.

E dopo il Natale scorso passato su una vetta innevata nel cuore della Turchia, anche trascorrere questo 25 dicembre sperduti in mezzo all’oceano è stato, senza ombra di dubbio, un vero, grande regalo.