Tra i tanti souvenir in cui ci si imbatte durante un viaggio in Turchia, non c’è niente di più turco della ceramica. Ovunque ci si trovi, è impossibile non notare le pile infinite di ciotole, ciotoline, piattini e vasetti che attirano da lontano con i loro colori vibranti.

Turchia e ceramica vanno a braccetto da secoli, lo sa bene chi ha già sentito parlare delle città simbolo di quest’arte, come Kütahya e İznik (Nicea), eppure non tutte le tradizioni ceramiche sono uguali. Ogni città ha una sua firma, un suo periodo di riferimento, una sua identità.
Per esempio:
- a Kütahya, la ceramica raggiunse l’apice sotto i Selgiuchidi e poi l’Impero Ottomano.
- a İznik, le piastrelle prodotte arrivavano a decorare moschee e palazzi imperiali, ma la produzione cessò nel XVII secolo.


E poi c’è Avanos, nel cuore della Cappadocia.
Un posto dove la ceramica ha radici più antiche degli Ottomani, dei Persiani e anche dei selfie in mongolfiera. Qui, si parla di Ittiti e 2° millennio a.C.
Avanos
Avanos è una cittadina a soli 10 minuti da Göreme, perfetta per una gita (anche breve). Ti bastano un paio d’ore per perderti tra le botteghe, assistere a una dimostrazione al tornio, e sorseggiare l’ennesimo çay bollente in un vicolo popolato dai gatti.
Non è un caso se Avanos è considerata la capitale della ceramica turca. L’hype che la avvolge è tutto meritato. Infatti la lavorazione qui non è (solamente) folklore per turisti: è artigianato vivo, praticato ogni giorno, con tecniche che risalgono a tremila anni fa.
Come nasce un manufatto di Avanos
L’argilla rossa viene prelevata dal letto del fiume Kızılırmak, il Fiume Rosso che attraversa Avanos, e che guarda caso è anche il più lungo del paese. Quindi materia prima non a km zero, di più.

Si tratta di un’argilla molto pigmentata, ricca di minerali ferrosi, che conferiscono il tipico colore rossastro ai manufatti.
Gli artigiani acquistano la terra rossa ancora nel suo stato più grezzo. Una volta setacciata per eliminare sassi e impurità grossolane, la mescolano con acqua, e dopo una fase di “riposo” la impastano per renderla omogenea ed elastica. Infine, tramite una lunga battitura, si eliminano eventuali bolle d’aria, che causerebbero rotture e crepe.
A questo punto: via di tornio.
Ogni artigiano poi ha il suo stile, c’è chi decora con rilievi, chi con ingobbi, chi con incisioni geometriche o simboliche dalle origini antiche (soli, tori…).
I manufatti vengono poi fatti essiccare e cotti.
A seconda della temperatura e degli elementi impiegati durante la cottura (carta, paglia, polveri) l’argilla assumerà un colore diverso: il classico rosso, verde salvia, nero.
Una curiosità
Inizialmente la produzione di ceramiche mirava a fornire oggetti di uso quotidiano. I vari popoli che hanno poi abitato la regione durante i secoli dal 2000 a.C a oggi, come Ottomani, Persiani ecc. hanno invece contribuito, con la loro cultura, ad influenzare quest’arte con motivi, stili e tecniche differenti.
Ad oggi, una passeggiata per le vie di Avanos dà subito prova di come gli artigiani locali sappiano produrre oggetti sia con le modalità ittite di 4000 anni fa, sia con tecniche contemporanee più famose (raku, kintsugi etc.) e/o sperimentali.




Qualche info pratica
Come scrivevo sopra, Avanos è raggiungibile in auto da Göreme in soli 10 minuti e con la calma piatta invernale si parcheggia senza problemi in centro città.
**Se però non vedi parchimetri nei paraggi, non devi preoccuparti, i turchi hanno un sistema super comodo: un addetto (che il più delle volte c’è ma non si vede) ti lascerà uno scontrino sul parabrezza che NON è una multa, attesta solo il tuo orario di arrivo. Al rientro, basterà cercarlo (sempre munito di POS, che meraviglia) per pagare la sosta effettiva.
No cash, no stime orarie sballate, no sprechi. Più comodo di così?
Un giro in bottega
Una delle botteghe in cui sono capitata durante il mio viaggio è Le Palais du Udu, che a posteriori ho scoperto essere in realtà un’istituzione, bottega ormai famosissima!
Noi siamo capitati qui veramente per caso.
Il proprietario, un signore sulla sessantina estremamente amichevole, ci ha invitati a entrare mostrandoci tutti i suoi lavori, che non comprendevano solo ciotole e piatti ma anche strumenti musicali di origini africane e asiatiche. La sua bottega era a tutti gli effetti un’azienda a conduzione familiare, dato che anche il figlio produceva ceramiche ed esponeva nella vetrina accanto.
Dopo poco stavamo assistendo alla realizzazione di un manufatto al tornio, processo a dir poco ipnotico, conclusa con un giro guidato degli ambienti della bottega, compresi i forni per la cottura.



Anche se gran parte delle volte questo tipo di scambio è esclusivamente finalizzato a farti comprare, la passione e il candore con cui questo artigiano ha raccontato la sua storia, il suo lavoro e le sue tecniche ci ha fatto innamorare.
E quindi, ovviamente, ho comprato.
Che fare, poi?


Per completare la tua gita ad Avanos, dopo botteghe e shopping tra le vie del centro, puoi fare tappa in uno dei tanti ristoranti presenti e assaggiare i piatti tipici della cucina locale.
Oppure, una passeggiata rilassante lungo il fiume o un çay bollente in compagnia dei gattini che popolano la città sono ottime alternative.



Al tramonto le vie si colorano di un giallo-arancio ammaliante e i minareti sullo sfondo completano questa magia.

